Il nucleo antico della città di Albenga, riconoscibile dai caratteristici tetti rossi, occupa la parte estrema della piana formata dal fiume Centa. Prima villaggio di lontane origini liguri, poi municipium romano, quindi Comune medioevale conosce momenti di consistente prosperità economica fino al XIII secolo, quando subisce  una profonda trasformazione: il corso del fiume, che scorreva a nord, viene deviato a sud e provoca un rapido avanzamento della piana con l’interramento della zona di mare antistante la città e del porto che sino ad allora ne aveva caratterizzato la storia. Albenga perde progressivamente il contatto con il mare sino a basare la sua economia quasi esclusivamente su un’agricoltura povera. Sottomessa da Genova, occupata dai Francesi, assegnata ai Savoia conosce lunghi periodi di decadenza ed abbandono. Verso la metà dell’Ottocento, cittadini intraprendenti trasformano l’economia agricola, portando prosperità  e ricchezza alla piana. Albenga si risveglia e il suo impianto urbanistico, rimasto immobile per secoli, congelato nel cerchio delle antiche mura, si modifica: nel Novecento, con punte altalenanti, dovute a differenti fenomeni di urbanizzazione, la città si espande a macchia d’olio intorno al centro storico, che attualmente appare come un’isola rossa circondata da un grigio mare di cemento.

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In Auto: Autostrada A10 Genova-Ventimiglia Uscita Albenga
In Treno: Stazione di Albenga
In Aereo: Aeroporti: Genova (86 km)