La sezione di archeologia sottomarina, ospitata nel Palazzo Peloso Cepolla, pregevole edificio del primo Seicento, è sorta nel 1950 in seguito al ritrovamento, sui fondali dell'isola Gallinaria, di una nave oneraria degli inizi del 1 sec. a.C. Nel Museo, in corso di risistemazione, sono esposti resti dello scafo, e materiali recuperati durante le varie campagne di scavo, e soprattutto un gran numero di anfore vinarie, collocate secondo la disposizione originaria del carico.

Altri reperti provengono dal relitto della nave romana di Diano Marina, tra i quali spiccano alcuni doliola, grandi contenitori in terracotta.

Nel Palazzo è ospitata anche la Collezione di vasi in ceramica savonese dell'antica Farmacia dell'Ospedale di Albenga, comprendente un centinaio di esemplari, dalla caratteristica decorazione bianco-blu, prodotti a Savona e ad Albissola tra il XVII e il XIX secolo.

Completa il percorso museale la mostra permanente “Preistoria in Val Pennavaira”.
Il materiale esposto, copre un arco temporale di circa 15000 anni, durante i quali si sono succedute le culture dei gruppi di cacciatori, dei primi agricoltori-allevatori, per arrivare all’età dei metalli e alle soglie della storia.

 

LA NAVE ROMANA "ARTIGLIO"

Il relitto della Nave Romana di Albenga è il più famoso tra tutti quelli scoperti finora nel Mediterraneo occidentale, perchè su di esso sono stati effettuati, dal 1950, i primi lavori di recupero di anfore con l'intervento della nave "Artiglio", e i primi rilievi sistematici dei resti di una nave oneraria romana, destinata al trasporto delle merci. Essa si ritrova ad un miglio dalla costa, a 42 metri di profondità, dinanzi all'antica città di Albingaunum (Albenga).

E' stata oggetto di tredici campagne di scavo subacqueo che hanno consentito di documentare gradualmente gli elementi del carico e le caratteristiche costruttive dello scafo. E' stato pure accertato che si tratta della più grande nave da trasporto romana conosciuta a tutt'oggi nel Mediterraneo, con un carico superiore alle 10.000 anfore, e quindi con una portata netta di 450/500 tonnellate. Le anfore contenevano vino proveniente dalla Campania destinato ai mercati della Francia meridionale e della Spagna. Insieme al vino veniva esportata la ceramica a vernice nera e altri tipi di vasellame.

Sono stati pure recuperati oggetti di uso personale dell'equipaggio e della scorta armata di bordo (elmi), quest'ultima necessaria per difendersi dai pirati che infestavano soprattutto le coste liguri. Tutti gli elementi raccolti permettono di datare il naufragio della Nave Romana di Albenga tra il 100 e il 90 a.C., momento che coincide con la concessione del diritto latino alle popolazioni liguri, con la romanizzazione della regione e con il conseguente sviluppo delle città.

Museo Navale Romano

Museo Navale Romano

ORARIO INVERNALE
(16 settembre - 14 giugno)

 
DAL MARTEDÌ ALLA DOMENICA
10:00 - 12:30 14:30 - 18:30
GIORNO DI CHIUSURA
LUNEDÌ

ORARIO ESTIVO
(15 giugno - 15 settembre)

 
DAL MARTEDÌ ALLA DOMENICA
9:30 - 12:30 15:30 - 19:30
GIORNO DI CHIUSURA
LUNEDÌ

BIGLIETTO

€ 3,50
INTERO
€ 2,50
RIDOTTO:
 
per ragazzi dai 15 ai 18 anni, over 65, gruppi minimo 15 persone, scuole medie superiori.
€ 1,50
RIDOTTO:
  per bambini dai 6 ai 14 anni, scuole elementari e medie inferiori.
  GRATUITO:
  per bambini fino a 6 anni e per soci ICOM.
   
  Istituto Internazionale di Studi Liguri-sezione Ingauna:
info e prenotazione visite guidate
+39 0182 51215