Il Museo Diocesano di Albenga conserva al suo interno una ricca collezione di opere d’arte che attraversa più di mille anni di storia.

Percorrendo le stanze del Museo Diocesano si potranno ammirare reperti paleocristiani, dipinti medievali, arazzi cinquecenteschi, fino ad arrivare alle statue settecentesche. Le gemme della collezione sono i tre dipinti:  il "Martirio di S. Caterina d'Alessandria" di Guido Reni, il "Miracolo di S. Verano" di Giovanni Lanfranco e il "S. Giovanni nel deserto" copia antica da Caravaggio.

Il Museo è allestito all’interno dell’antico Palazzo Vescovile, la visita permette di attraversare la “stanza delle verzure” e la cappella dell’antica torre, fatte affrescare negli anni ’60 del Quattrocento dal vescovo Napoleone Fieschi, un tempo destinate ad appartamento privato dei vescovi ingauni.

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Mostra "Onde barocche - Capolavori diocesani tra il 1600 e il 1750"

Fino a domenica 13 novembre 2022 il Museo Diocesano di Albenga ospita la mostra “Onde barocche - Capolavori diocesani tra il 1600 e il 1750”. L'esposizione pone sotto i riflettori la ricchezza del patrimonio artistico barocco locale. Le sale dell'antico palazzo vescovile accolgono capolavori tra i più importanti e affascinanti di questa epoca: ventitré opere, provenienti soprattutto dalle chiese diocesane, sono per la prima volta in dialogo collettivo, offrendo la misura della vitalità culturale e della ricchezza della committenza. “Onde Barocche” è un invito rivolto, non solo agli esperti, per un viaggio tra gli autori più noti nel contesto ligure, da Piola a Benso, da Ansaldo a Fiasella, da Borzone a Casoni.

In occasione della mostra il museo propone una nuova veste espositiva, che trasforma il percorso di visita, include aree accessibili per la prima volta e ricontestualizza in modo nuovo anche i tesori più noti della collezione del Diocesano, come le tele di Guido Reni o di Lanfranco da Parma. La mostra prosegue a Pieve di Teco: qui, nel complesso della Madonna della Ripa, sede della sezione “Alta Valle Arroscia” del Museo Diocesano, sono esposti lavori di Benso, Cappellino, De Ferrari, Piola e Maragliano.

Battistero

La visita al Museo si completa con il Battistero paleocristiano, tra i principali e noti monumenti bizantini dell’Italia settentrionale. L’edificio, costruito nel V-VI secolo d.C. con pianta ottagonale interna e decagonale esterna, sorge sull’antico livello della città, adiacente alla Cattedrale di San Michele Arcangelo.

L’interno è caratterizzato dall’originaria vasca battesimale, dove avveniva la celebrazione del sacramento del Battesimo per “immersione”. Sono inoltre presenti i fonti battesimali di età tardo-medioevale e di fine XVI secolo. La volta della nicchia centrale presenta il magnifico mosaico policromo, dove sono espressi i misteri della fede cristiana attraverso una ricca simbologia con intensi colori blu e giallo.

La volta originale in muratura è andata distrutta durante un errato intervento di restauro nel 1898. Nel corso dei lavori sono emerse alcune anfore tardo-antiche utilizzate per l’alleggerimento della cupola; attualmente il Battistero è sormontato da una struttura in legno dei primi anni del 1900.

Il Battistero è inserito nel percorso di visita del Museo Diocesano.

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