18. San Calocero

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Sulle pendici del Monte di S. Martino, lungo l’antica via romana Iulia Augusta, sorge la basilica cimiteriale di San Calocero, una delle più antiche testimonianze della diffusione del Cristianesimo ad Albenga e nel Ponente Ligure.

Secondo la tradizione, Calocero era un soldato di origine bresciana, convertitosi al cristianesimo e martirizzato vicino alla foce del fiume Centa. Il suo corpo venne sepolto sulla collina del Monte, già sede di una necropoli pagana, trasformando il luogo in centro di culto cristiano.

Già tra V e VI secolo venne edificata una chiesa, poi ampliata a tre navate. Nel corso dell’VIII secolo, sotto l’abate Marinaces del monastero della Gallinaria, le reliquie del santo furono risistemate con un ciborio o un’iconostasi, di cui sono stati recuperati diversi elementi, compresa un’iscrizione commemorativa.

Nel 1286 l’abate Giovanni di Diano predispose una nuova sepoltura in marmo per le ossa del martire, collocandole sotto l’altare centrale. Nel 1368 i benedettini cedettero il complesso alla Diocesi di Albenga, destinandolo prima alle monache Benedettine, poi alle Agostiniane e infine alle Clarisse. Con il trasferimento delle monache e delle reliquie in città nel 1593, l’area cadde in lungo abbandono.

I primi scavi archeologici furono avviati nel 1934 dal professor Nino Lamboglia. Le successive campagne hanno messo in luce le diverse fasi costruttive del complesso e gli ambienti del monastero. Gli interventi più recenti hanno reso possibile la visita pubblica, permettendo di scoprire da vicino la storia millenaria di questo luogo sacro.

 

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