Piazza San Siro racconta:
"La moglie del sarto"

  

Mi piace l’odore delle stoffe. Arrivano dall’Oriente.

Hanno un profumo che non so dire: non ne ho mai sentito uno simile.

Mio marito dice che è l’odore delle spezie che viaggiano con le stoffe nelle carovane e sulle navi, che portano qui tutti quei prodotti preziosi. Costano tanto, le stoffe. Anche le spezie.

Io ci butto il naso dentro e respiro…respiro… E’ come bere il vino alle feste.

Mio marito ha stoffe bellissime e carissime. Lui fa il sarto. Ha un bel commercio. Fa le tuniche e i mantelli per gli ufficiali dell’esercito romano, per il corpo di guardia dell’Imperatore.

Eh, certo, solo chi ha denaro può permettersi quella roba. E i mantelli dei militari sono uno spettacolo! Si possono usare da due parti indifferentemente: un lato è di quella bella stoffa morbida, un filato di lana, leggero e caldo, e l’altro lato è di pelliccia. Con un capo così ti copri, passeggi impettito davanti alla tua amata, ci dormi avvolto durante le campagne, nelle notti umide…

Ho cucito un mantello a un ragazzo qualche tempo fa… Avrà avuto 15 anni, forse… Il padre era un veterano e il figlio era il suo orgoglio quando ha prestato giuramento militare…

L’ho cucito io perché faccio i punti piccoli e precisi con quegli aghi di osso… Quasi non si vedono. Mio marito dice che il cliente è più contento quando cucio io. Sono brava. Credo. Forse mio marito mi ha sposata per questo. Perché so cucire molto bene. Le mie mani a volte sono stanche, sanguinano, ma lo so che da quel sacrificio uscirà qualcosa di stupendo, e vado avanti…

Il mantello per quel giovane mi è venuto proprio bello, e il ragazzo… Che viso aveva quel ragazzo! Che occhi! Quasi non si potevano guardare, eppure tornavo a guardarli di continuo.

Ecco: quante parole! Ha ragione mio marito…

Dicevo che il ragazzo è diventato tutto rosso quando mio marito gli ha posato sulle spalle il mantello e il padre ha commentato: “ Che capolavoro!”.

Ma a me non pareva tanto tipo da vita militare… Quegli occhi…Troppa bontà là dentro…

Io comunque il suo mantello l’ho cucito meglio di tutti quelli che avevo cucito nella mia vita: c’ho messo il cuore. Spero che lo protegga. L’ho sentito un po’ come uno dei miei figli…