Piazza San Michele racconta:
"LA STUDIOSA"

 

La Cattedrale della Santa Croce e di Sant’Eulalia di Barcelona si trova nel Barrio Gotico e risale al XIII secolo.

L’Archivio della Cattedrale sta sul tetto, dove c’è una specie di giardino sospeso, e dalle sue finestre si guarda dentro la Cattedrale dall’alto. Le coste delle sue colonne, che si aprono come fiori, ti risucchiano e ti portano via dal tuo presente, in un passato che, a me almeno, fa meno paura. Ogni tanto gli amici mi prendono in giro perché non conosco quasi nessuno del mio quartiere, ma so a memoria i nomi degli abitanti di Albenga del 1400… Vi confesso che ci sono dei vantaggi: intanto non si litiga mai, e non è male…

Sono sempre stata un topo di biblioteca: non sarà un vanto, ma a me non dispiace. Quell’anno ero finita a Barcelona per cercare qualcosa… come se ci fosse una forza, un sesto senso, che mi spingeva ad andare là, a bollirmi gli occhi su pergamene scritte fitto fitto, spesso illeggibili… Andavo ogni giorno all’Archivio, mi mettevo a cercare con santa pazienza e fede. Il problema era che non sapevo cosa…

Ogni tanto mi distraevo ad ascoltare il suono delle campane che con diverse tonalità segnavano le ore, e tra le mani avevo plichi antichi ed oscuri. Non so dove fosse la mia mente. Ad un certo punto mi sono resa conto che continuavo a leggere la stessa frase, come una filastrocca o un mantra, ma senza senso. Finché ho capito che il senso c’era eccome: “nel 1011 una coppia di signori della Corte di Catalogna aveva fatto una donazione al Monastero dei Santi Maria e Martino dell’Isola Gallinaria della Diocesi di Albenga, dell’Ordine di San Benedetto!!!!”

Qualcuno mi ha fatto:”Shhhh!!!!” e mi sono scusata. Effettivamente avevo urlato l’ultima parte della frase! Una donazione al Monastero della Gallinara! Quante volte l’avevo riletto! C’era scritto davvero.

Forse quella coppia non aveva figli ed eredi e in quel periodo i monasteri in Spagna erano un po’ in decadenza…Così c’era la tendenza ad appoggiarsi ai monasteri europei, e i due signori avevano deciso di lasciare i propri beni a un monastero che sicuramente era importante e fiorente. Forse avevano intrapreso un pellegrinaggio, che li aveva portati per via di terra proprio ad Albenga e da lì all’Isola, dove l’Abazia era nel suo splendore…

Mi sentivo mancare il fiato: erano proprietà enormi, tra cui un castello, di certo di grande importanza politica e militare…

Era come quando ti metti a fare un puzzle e non sei tanto convinta, perché i pezzi ti sembrano tutti uguali e non pensi che ne verrai mai a capo. Poi a un certo punto trovi la strada e parti sparata a infilare una tessera via l’altra, capendo all’improvviso cos’erano quei chiari, quei grigi, quelle ombre… Ora guardavo le pergamene con occhi diversi. Finalmente vedevo il filo sottile che legava posti lontanissimi per quei tempi… La permuta di un terreno davanti alla Cattedrale di Barcelona, ricevuto dall’abate: posizione importante, ma inutilizzabile dalla Gallinara… E così i confratelli erano partiti per mare, e ne conosciamo i nomi: fra loro il monaco musico, che forse aiutava con le sue note a rendere più piacevole la preghiera…

Andavo avanti con i collegamenti, quasi impaurita del mio ardire: Sant’Eulalia è la santa protettrice di Barcelona, che le ha dedicato la Cattedrale. Ma ad Albenga il quartiere che si affaccia sulla Gallinara, verso il porto, luogo di traffici, si chiama Sant’Eulalia… In effetti il Cristianesimo veniva diffuso dai mercanti, da chi si spostava…

Ad Albenga la prima base Cristiana, San Clemente, si trova vicina alla zona del porto…

Era come fossi al telaio, a tessere un ordito meraviglioso, dove i collegamenti storici errano il premio per la mia costanza: avevo le lacrime agli occhi, i documenti avvaloravano tesi che prima erano solo sogni o elucubrazioni. Da lì si poteva partire per dare il giusto valore alla nostra Isola e al suo Monastero, ormai abbandonato. E infatti da qui è iniziato il mio… il nostro cammino per la via di San Martino.